Secondo la normativa italiana i sacchetti di plastica monouso saranno definitivamente messi fuori legge a partire dal 1 gennaio 2011. Contro questa scadenza si è mossa Unionplast che ha dato il via ad una vera e propria battaglia a favore dei cosiddetti shopper: a parere della federazione nazionale delle industrie della gomma e della plastica la messa al bando rappresenterebbe in realtà un danno per l'ambiente, perchè i sacchetti in polietilene sono realizzati per il 60% utilizzando rifiuti, mentre i sacchietti in biopolimeri utilizzando sostanze alimentari determinano una diminuzione nella disponibilità di queste sostanze, con conseguente aumento dei costi sul mercato degli alimenti. Unionplast è convinta che la prossima scadenza non possa rappresentare un reale punto di svolta: secondo il direttore "Si tratta solo di una norma programmatica, senza effetti pratici in mancanza di verifiche, di un piano sperimentate e, soprattutto, di uno specifico decreto ministeriale, che deve essere concertato da tre Ministeri e previo parere delle competenti Commissioni parlamentari".
Secondo Legambiente, che confuta parecchie affermazioni contenute nel documento ufficiale di Unionplast, non è vero che la produzione di bioplastica sottrarrebbe risorse al mercato alimentare: anzi, la bioplastica può costituire in Italia una potenziale fonte di reddito integrativa per l'agricoltura (come accade già oggi a Terni).
E' inoltre falso uno dei problemi paventati dagli industriali, che cioè non si troverebbero sacchetti alternativi a sufficienza: tutti i magazzini che hanno già sostituito la plastica a perdere, hanno distribuito molti meno sacchetti di prima (più sporte delle spesa, sacchetti più robusti e più grandi in carte e bioplastica).E' infine ancora falso che i sacchetti di carta e bioplastica non potrebbero essere utilizzati per la raccolta dei rifiuti. Anzi, questi sacchetti sarebbero perfettamente idonei alla raccolta differenziata delle frazioni “organica compostabile”, della carta, così come contenere le altre frazioni riciclabili e non riciclabili. La plastica invece, per gran parte di queste raccolte differenziate sarebbe considerata una impurità dannosa.
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)

0 commenti:
Posta un commento